Dichiarazione personale di Richard Stallman e Euclides Mance

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After a useful two-day conversation on Solidarity Economy and Free Software, we have agreed on this joint statement of our personal views.

We believe that the free software and solidarity economy movements should collaborate to make software solutions that are entirely free/libre, aiming to meet the needs of the solidarity economy.

Questo comprende l’organizzazione di reti di economia solidale. Tali reti rendono possibile la gestione democratica di risorse e fondi locali e globali.

I movimenti del software libero e dell’economia solidale debbono anche collaborare per incoraggiare le imprese autogestite che producono software libero coerente con le idee dell’economia solidale. Queste rafforzeranno la democrazia nelle sfere dell’economia e della tecnica e aiuteranno lo sviluppo di comunità locali integrate in reti collaborative.

Prevediamo anche alcuni progetti come la produzione, attraverso reti collaborative di imprese di economia solidale, di computer da utilizzare esclusivamente con software libero, compresi tablets e micro server (come Freedom Box).

La cooperazione tra i movimenti del software libero e dell’ economia solidale suggerisce di guardare in modo più approfondito alla difesa delle libertà pubbliche e private; in particolare, alla questione dell’etica e della liberazione rispetto all’uso della tecnologia informatica. L’autogestione delle attività di tecnologia informatica richiede che il software utilizzato sia libero. La filosofia etica del software libero – libertà di comprendere, usare, modificare, riprodurre e distribuire il software - rende il software libero uno strumento di liberazione economica nell’economia solidale. Quest’idea contrasta con la filosofia puramente pratica dell’open source, che rinuncia alla libertà come valore, a favore dei valori della funzionalità o del successo.

La tecnologia informatica può contribuire a estendere le libertà pubbliche e private o diventare uno strumento di dominazione. A fronte dell’espansione della tecnologia informatica e della crescente digitalizzazione dei processi economici, politici e culturali, il potere di alcune corporazioni sta aumentando. Queste corporazioni, con il proprio software non libero e servizi abusivi, controllano l’ attività informatica delle persone e raccolgono, spesso a loro insaputa, un volume sempre più grande di dati in ogni sfera della loro vita. Trasmettono poi questi dati agli stati (a volte democratici, a volte no), li commercializzano o li condividono con altre imprese al fine di ottenere vantaggi e profitti. Questo è un rischio per la democrazia e per le libertà pubbliche e private di tutta l’umanità.

Affinché queste siano protette, le risorse e i processi informatici debbono rispettare la libertà e non sottomettere gli utenti al potere delle corporazioni o di altre entità. Le reti collaborative di economia solidale possono facilitare questo utilizzando programmi liberi disegnati per limitarne il controllo agli utenti.

Come promotori dei movimenti del software libero e dell’economia solidale denunciamo e rifiutiamo ogni utilizzo della tecnologia informatica finalizzato ad azioni di oppressione e dominazione, sia con software libero o no.

Sosteniamo che tutta l’attività educativa che utilizza software negli spazi pubblici debba rifiutare il software proprietario per non generare dipendenza negli studenti.

Curitiba, 15 dicembre 2012



Richard Stallman
Free Software Foundation
GNU


Euclides Mance
Direttore Esecutivo di Solidarius
Solidarius

Copyright (c) 2013 Euclides Mance e Richard Stallman. La copia letterale e la redistribuzione di questa intera dichiarazione sono consentite a condizione che questa nota sia riprodotta.